Gilet gialli alle elezioni europee?

    Dic 28th, 2018
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    Florian Philippot

    Dopo alcuni sondaggi usciti nelle settimane scorse, c’è una nuova possibilità di vedere i gilet gialli in corsa alle elezioni europee.

    Chi è Florian Philippot

    Florian Philippot è l’ex braccio destro di Marine Le Pen. È uscito dal Front National nel settembre del 2017, pochi mesi dopo le elezioni presidenziali e legislative in Francia. E ha fondato, contemporaneamente, un nuovo partito, I Patrioti, che chiede l’uscita della Francia dall’euro (un tema considerato “non più prioritario” da Marine Le Pen).

    I primi test elettorali dei Patrioti sono stati pessimi. In un’elezione suppletiva dell’Assemblea nazionale nel gennaio scorso, nonostante schierassero un volto noto come l’eurodeputata Sophie Montel, i Patrioti hanno ottenuto appena il 2% dei voti al primo turno. Montel, poche settimane dopo, ha lasciato il partito (di cui era vicepresidente) criticando la «divina solitudine» di Philippot, e in particolare il potere del ristretto cerchio magico «di 3-4 persone» che gravita intorno al leader del partito.

    Verso le europee

    In questo scenario, le prossime elezioni europee saranno perciò la prova decisiva per il futuro politico dei Patrioti. Lo stesso Philippot, del resto, deve difendere il suo seggio da eurodeputato conquistato nel 2014 (oggi siede nel gruppo EFDD con i cinquestelle). Ma deve affrontare una sfida molto più difficile.

    Pochi mesi fa l’Assemblea nazionale francese ha modificato la legge elettorale per le elezioni europee. Resta la soglia di sbarramento del 5%: ma anziché essere applicata a ognuna delle otto circoscrizioni, avrà valore per l’unica circoscrizione valida per tutto il paese. Philippot nel 2014 fu eletto nella circoscrizione della Francia orientale, approfittando del successo del Front National (con cui era candidato). Ma ora, per superare il 5% a livello nazionale nel voto del 26 maggio 2019, e riconfermare il proprio seggio a Strasburgo, dovrà contare solo sul suo nuovo partito.

    I gilet gialli

    Fin dall’inizio delle proteste dei gilet gialli in Francia, Philippot ha dato il suo sostegno ai manifestanti, partecipando ai blocchi e rilasciando dichiarazioni pubbliche. Ora si scopre che, già dallo scorso 30 novembre, Philippot ha anche registrato all’Istituto nazionale della proprietà industriale, in Francia, il marchio «gilets jaunes», sperando di poterlo utilizzare sul simbolo della sua lista per le elezioni europee.

    Philippot ha dichiarato che la lista sarà formata per metà da esponenti dei Patrioti, e per l’altra metà da manifestanti dei gilet gialli. Ma dovrà prima attendere l’esito della richiesta di registrazione del marchio (ne sono pervenute, allo stesso ente, altre ventiquattro). Riuscirà, in tal caso, a superare la soglia di sbarramento?

    Un sondaggio realizzato tra il 19 e il 20 dicembre, nella fase già discendente della protesta, assegna a un’eventuale lista «gilets jaunes» l’8% dei voti. Una percentuale sottratta in parte al Rassemblement National di Marine Le Pen, in parte ai Repubblicani di centro-destra (lo storico partito gollista, che crollerebbe anch’esso all’8%). Ma appena dieci giorni prima un altro sondaggio assegnava alla lista dei gilet gialli il 12%. Segnale di un consenso che potrebbe sfarinarsi molto rapidamente, da qui alle elezioni di maggio.

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