Romania, si dimette il ministro delle Finanze Valcov

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In Elezioni nazionali
mar 17th, 2015
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L'ex ministro delle Finanze rumeno Darius Valcov

L’ex ministro delle Finanze rumeno Darius Valcov

Il ministro delle Finanze rumeno Darius Valcov, dopo un braccio di ferro con il presidente della Repubblica Klaus Iohannis, ha presentato le sue dimissioni. Lo scontro è cominciato quando è emerso il coinvolgimento di Valcov in una inchiesta per fatti di corruzione risalente agli anni tra il 2010 e il 2013, quando ricopriva la carica di sindaco di Slatina, città di circa ottantamila abitanti a sud del paese. Fino alla giornata di sabato, il ministro aveva negato che potesse dimettersi, respingendo tutte le accuse; appena ventiquattro ore dopo, tuttavia, la moral suasion di Iohannis ha avuto la meglio. Il nuovo presidente della Repubblica, sostenuto dai partiti di centrodestra, è stato eletto a sorpresa nel novembre scorso, al ballottaggio, proprio avendo messo al centro della sua candidatura la lotta alla corruzione. Il suo sfidante alle elezioni presidenziali era il premier socialista Victor Ponta che dovrà ora cercare un sostituto in una importante casella del suo governo; nell’attesa di sciogliere la riserva sul successore di Valcov, ha assunto egli stesso la carica di ministro delle Finanze ad interim.

La permanenza di Valcov alla guida delle finanze è durata peraltro appena tre mesi. Nel dicembre scorso, infatti, in seguito all’esito delle elezioni presidenziali ma anche all’uscita dalla maggioranza del partito UDMR della minoranza ungherese, Ponta aveva proceduto a un ampio rimpasto che aveva portato alla nascita del suo quarto governo in meno di tre anni. Valcov, 37 anni, anch’egli esponente del partito socialista (ma fino al 2012 militava nel partito democratico liberale di centrodestra), era stato dall’agosto al dicembre 2014 ministro delegato al bilancio nel terzo governo Ponta, e poi appunto promosso al ministero delle Finanze dopo il rimpasto.

Le dimissioni di Valcov mettono in crisi uno dei punti principali del programma del nuovo governo Ponta: quello di un’ampia riforma fiscale, che dovrebbe comunque approdare in Parlamento già alla fine di questo mese, e che prevede la progressiva riduzione del carico fiscale entro il 2020 in modo da favorire la crescita. Una misura, tuttavia, guardata con sospetto dal Fondo Monetario Internazionale, preoccupato per l’incremento del debito pubblico che ne deriverebbe. La vicenda delle dimissioni potrebbe rendere ora difficile il cammino parlamentare della riforma e la stessa vita del governo, che ha già visto una perdita di consenso nei sondaggi. Il premier Ponta, tuttavia, sembra intenzionato a condurre in porto la legislatura fino alle prossime elezioni, previste alla fine del 2016.

@StefanoSavella

Fonte immagine: https://occrp.org

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