Come procedono le trattative verso il nuovo governo Merkel?

By admin
In Elezioni nazionali
nov 13th, 2017
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Il ministro delle Finanze bavarese Markus Söder

Il ministro delle Finanze bavarese Markus Söder

Le elezioni tedesche dello scorso 24 settembre si sono concluse con un’unica opzione possibile: un grande coalizione guidata dalla CDU di Angela Merkel e comprendente anche i Liberali (FDP) e i Verdi. La scelta del partito socialdemocratico (SPD) di condurre la prossima legislatura all’opposizione, accanto alla numerosa rappresentanza parlamentare della destra populista di Alternativa per la Germania (AfD) e a quella della sinistra radicale (Linke), non offre altre soluzioni alla Cancelliera per ottenere un nuovo mandato di governo dal Bundestag. Escludendo quelle di un debole governo di minoranza e di elezioni anticipate nel 2018.

Proprio l’assenza di alternative alla coalizione “Jamaica” impone ai due partiti più piccoli che sono seduti al tavolo delle trattative – FDP e Verdi – l’obbligo di rivedere al ribasso le loro promesse elettorali. I liberali hanno già dichiarato di voler accettare un taglio delle tasse inferiore a quello che avrebbero desiderato, e gli ecologisti, da parte loro, intendono venir meno alla richiesta di dismettere tutte le centrali a carbone entro il 2030. Eppure restano ancor non pochi nodi da sciogliere, riguardo alle politiche migratorie, europee e altro ancora. Tant’è che inizia a incrinarsi la fiducia nella firma congiunta di un primo documento d’intesa entro la data di giovedì 16 novembre prevista dalla road map di Angela Merkel.

Prima ancora che questo documento veda la luce, l’SPD ha già rifiutato ogni apertura di credito al nuovo governo. La capogruppo al Bundestag Andrea Nahles considera alto il rischio di una coalizione «di compromessi al ribasso», e altri dirigenti del partito prendono di mira direttamente Merkel: «non ha idee a lungo termine, il re è nudo», ha affermato il deputato Johannes Kahrs. La strada per i prossimi quattro anni di opposizione è tracciata, e le elezioni europee del 2019 saranno un banco di prova cruciale per capire se i socialdemocratici avranno riconquistato in questo modo almeno una parte del consenso perduto alle ultime elezioni.

Tra i partiti della futura coalizione di governo, il più in crisi è senza dubbio la CSU, braccio bavarese della CDU. Dopo il magro risultato elettorale (42 seggi conquistati, dieci in meno del 2013, e soprattutto una netta perdita di voti dal 49,3% al 38,8%), il leader della CSU e primo ministro bavarese Horst Seehofer sembra avere le ore contate. Dopo nove anni di leadership, la sua popolarità è crollata: secondo un recente sondaggio, quasi tre bavaresi su quattro (e il 61% degli elettori della CSU) vorrebbero le sue dimissioni, richieste pochi giorni fa anche dalla potente federazione giovanile del suo partito. Lo stesso sondaggio conferma come l’esponente più accreditato per sostituirlo (in Baviera si voterà nel settembre 2018) sia l’attuale ministro delle Finanze bavarese Markus Söder, che è però in corsa anche per diventare nuovo ministro delle Finanze tedesco se questa carica non dovesse essere affidata a un esponente dei liberali (su tutti, sono ancora in corsa il leader Christian Lindner, il suo vice Wolfgang Kubicki e l’eurodeputato Alexander Graf Lambsdorff).

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